La degustazione della fontina: un’esperienza sensoriale a 360°

Oggi, nell’ultimo giorno di degustazioni che decreteranno la fontina vincitrice del Concorso “Fontina d’Alpage 2013”, pubblico con piacere questo articolo che mia cognata, Sara Favre, ha voluto scrivere dopo aver preso parte ad una delle commissioni degustatrici…

E’ doverosa una premessa. Io amo i formaggi, tutti, ma amo particolarmente la fontina, che mio cognato Sandro produce nel suo alpeggio di Grimondet con, come dice lui stesso, le migliori erbe e quindi il miglior latte che un casaro ha a disposizione. Poter gustare una fetta direttamente nella cantina di stagionatura è una fortuna che non molti hanno: sarà il contesto caratteristico, saranno gli odori, non so,  ma la fontina ha un sapore ancora più magico, difficile da riprodurre…

Devo ammettere con piacere, però, che ho vissuto un’esperienza analoga nel momento in cui, seduta al banco degli assaggiatori mi sono trovata davanti i vetrini con i 10 pezzi delle fontine finaliste del Concorso “Fontina d’Alpage 2013”. Il top della gamma, i gioielli della produzione valdostana, il frutto del sapiente lavoro e della passione di 10 casari differenti di cui, ovviamente, non si conoscono ancora i nomi, la provenienza. 10 fette “anonime”, ma in grado di comunicare stimolando ogni singolo senso di noi degustatori, facendo vivere un’esperienza sensoriale a 360°. So che possono sembrare parole forti, magari a qualcuno anche eccessive, ma è così…:-) Difficile descrivere a parole l’emozione e il senso di responsabilità che mi sono cresciute dentro nel momento in cui si è trattato di iniziare gli assaggi e di dare “dei voti”. Sono consapevole di essere 1 di 200 persone che hanno espresso il loro giudizio, e che quindi qualche errorino mi può essere concesso, ma quando ti trovi difronte al meglio è naturale voler agire ed esprimersi nel miglior modo possibile. Immaginate la difficoltà a creare una graduatoria quando si tratta di dover valutare le sfumature: ognuna di quelle 10 fontine, per una caratteristica o per l’altra sono uniche, tutte squisite, tutte da tenere nella propria cantina e sfoderare nelle occasioni speciali. Ho valutato i profumi, i sapori e gli aromi, la consistenza della pasta, la morbidezza, i colori, il gusto e la piacevole sensazione che si prova quando la fontina ti si scioglie in bocca… Ad un tratto mi è sembrato tutto difficilissimo, erano tutte fantastiche, ho avuto paura di non essere all’altezza del compito che mi era stato assegnato… E’ così che in quel momento ho deciso di seguire il consiglio di Roberto Ronc, istruttore tecnico dell’Ass.to Agricoltura nonché uno degli organizzatori del concorso, mi sono lasciata condurre dal mio istinto, dall’emozione, dall’intensità delle sensazioni che ho provato con ogni singolo assaggio. E la mia graduatoria è uscita.

Non nascondo di essere estremamente curiosa di sapere se “me ne intendo” almeno un po’, se posso dire di “aver palato”, quindi attendo con ansia gli esiti che saranno resi noti nei prossimi giorni, quando saprò anche se Sandro, detentore del titolo 2011 e tra i 67 partecipanti al concorso, sarà riuscito ad ottenere un buon piazzamento…

 

Pubblicato in Attività azienda Taggato con: , ,